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IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Dramma giocoso in quattro atti

Musica di Giovanni Paisiello
Libretto di Giuseppe Petrosellini
(dalla commedia “Almaviva,
o sia l’inutile precauzione”
di Beaumarchais)
Nuova edizione critica a cura
di Francesco Paolo Russo
Prima rappresentazione:
San Pietroburgo,
15 settembre 1782

CAST E DATE

TRAMA

Giovanni Paisiello

TRAMA

In una strada di Siviglia, il conte d’Almaviva attende impaziente di scorgere alla finestra Rosina, la ragazza di cui si è innamorato e che è gelosamente custodita (quasi imprigionata) nella casa del suo tutore Bartolo. Sopraggiunge, componendo una canzone alla chitarra, Figaro, vecchia conoscenza del conte, che prende a narrare al suo ex padrone i viaggi e le peripezie della propria vita di espedienti; quand’ecco aprirsi la finestra di Bartolo e apparire la ragazza, felice per un attimo di poter respirare un po’ d’aria di libertà ("Lode al ciel, che alfine aperse"). Scoperta dal tutore, Rosina lascia cadere per strada la lettera che teneva in mano: prontamente raccolta dal conte con un balzo, il povero Bartolo si affanna a cercarla goffamente, prima di ordinare alla ragazza di rientrare in casa. A finestra chiusa il conte può leggere il messaggio di Rosina, che gli chiede di farsi riconoscere con una canzone, eludendo così la sorveglianza del tutore. Figaro intanto gli rivela che la ragazza non è la moglie, ma solo la pupilla di Bartolo, e imbastisce un piano d’azione: il conte potrà entrare in casa travestito da soldato e fingendosi ubriaco. Appreso da una battuta di Bartolo del suo progetto di sposare Rosina il giorno dopo, il conte decide di dichiararsi subito alla ragazza, pur sotto il finto nome di Lindoro, cantando una canzone alla chitarra ("Saper bramate"). Si accorda quindi con Figaro: lo aiuterà, venendone ben ricompensato.